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IL GRUPPO MISSIONARIO

" La Chiesa “in uscita” è la comunità di discepoli missionari che prendono l’iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano. “Primerear – prendere l’iniziativa”. 
(Papa Francesco, Evangelii Gaudium n.24)
 
 
 
Il Gruppo Missionario si trova di regola ogni lunedi sera in Parrocchia.  
 
Gli appuntamenti principali in Parrocchia nel corso dell'anno liturgico sono:
 
- 01 gennaio: Marcia della Pace per le vie del paese
 
- Quaresima di Solidarietà in appoggio al Centro Missionario Diocesano
 
- 21 maggio: Festa di San Zeno: Pesca di Beneficenza
 
- Corpus Domini: Vendita del pane sul sagrato della chiesa
 
- Quarta Domenica di settembre, Sagra di San Michele: Pesca di Beneficenza
 
- Ottobre Missionario
 
- Mercatino del Commercio Equo-Solidale ( ogni 2 mesi circa )
 
 
 
 Aiuta economicamente e tiene i contatti con i Missionari originari di Vigasio e con altri  missionari,
 
 accogliendoli e preparando le loro Celebrazioni quando sono a Vigasio.
 
 Partecipa alla vita formativa e celebrativa missionaria della Vicaria di Cà di David, della  Diocesi di  Verona e della Chiesa Italiana.
 
Per contatti: Tel: 347 7232143 (Fabio)
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
 
 
"Santa Maria, donna missionaria, tonifica la nostra vita cristiana con quell' ardore che spinse te, portatrice di luce, sulle strade della Palestina. Anfora dello Spirito, riversa il suo crisma su di noi, perché ci metta nel cuore la nostalgia degli «estremi confini della terra». E anche se la vita ci lega ai meridiani e ai paralleli dove siamo nati, fa' che ci sentiamo egualmente sul collo il fiato delle moltitudini che ancora non conoscono Gesù. Spalancaci gli occhi perché sappiamo scorgere le afflizioni del mondo. Non impedire che il clamore dei poveri ci tolga la quiete. Fa' che sulle nostre labbra le parole di speranza non suonino menzognere. Aiutaci a pagare con letizia il prezzo della nostra fedeltà al Signore. E liberaci dalla rassegnazione."
Maria, donna missionaria - don Tonino Bello
 
 
 
1. Cos'è un Gruppo Missionario?
 
 
 
 Il Gruppo Missionario è un gruppo di normalissimi cristiani che cercano di vivere la propria fede aprendola verso gli altri, vicini e lontani, e aiutando la propria comunità cristiana ad essere missionaria, dentro e fuori dei propri confini.
 
I componenti di un Gruppo Missionario sono cristiani "normali". Non si distinguono per doti o qualità particolari,  ma hanno capito due cose: che il Vangelo deve essere offerto a tutti e che la propria fede può restare viva solo comunicandola.
 
E si uniscono in gruppo:
 
     - per far crescere "insieme" la propria fede in una dimensione missionaria
 
     - per condividere "insieme" la scelta degli ultimi
 
     - per vivere una dimensione di apertura al mondo a livello personale e comunitario
 
     - per aiutare "insieme" la parrocchia a diventare sempre più missionaria
Perché:
 
Se uno ha incontrato Gesù di Nazaret, sente il bisogno di raccontarlo agli altri
 
Se uno ha accolto il Vangelo, non può non desiderare di farlo conoscere ad altri
 
Se una parrocchia si chiude in se stessa, non serve a nulla. Come il sale senza sapore di cui parla Gesù: "non serve più a nulla. Non resta che buttarlo via e la gente lo calpesta"(Mt 5,13).
 
Se invece apre alla missione, la sua stessa fede si rafforza.
 
La fede si rafforza donandola;  tenendola solo per sé si indebolisce, fino a morire.
 
 
 
 
 
La formazione
 
Un cammino di fede ecclesiale
 
Ogni discepolo di Gesù è chiamato a diventare sempre più simile a lui, a crescere nella fede e a "portare sempre più frutto" (Gv15,2)
 
Perché questo possa avvenire, il gruppo missionario dà ampio spazio alla formazione missionaria dei suoi membri:
 
- una formazione che ha le sue radici nella vita ordinaria della parrocchia e lì ritorna a portare i suoi frutti;
- una formazione permanente e itinerante: si arricchisce della presenza dei suoi missionari (in riposo o di passaggio, con lettere, immagini, ecc.), di visite missionarie, di informazione…
La parrocchia è il primo terreno di formazione dei suoi membri attraverso la catechesi, la liturgia e l'esperienza della carità. E chi fa parte del gruppo missionario cercherà nella vita ordinaria della sua parrocchia le occasioni e le opportunità per la sua formazione. Parteciperà pertanto in maniera attiva alla vita della sua comunità  parrocchiale o cercherà di entrarvi progressivamente nel caso  - come può succedere, soprattutto per i giovani - avesse un pò allentato i contatti.
 
È a partire da lì che il Gruppo Missionario svilupperà in particolare quella dimensione fondamentale della formazione cristiana che è la dimensione missionaria.
 
 
 
 
 
I momenti della formazione missionaria
 
Ascoltare la Parola di Dio
 
La comunità cristiana cresce nella fede radicandosi nella Parola di Dio. Il Gruppo Missionario partecipa attivamente ai momenti di ascolto della Parola che la parrocchia propone, oppure - se è il caso - si fa lui stesso promotore di tali iniziative. Solo degli appassionati del Vangelo infatti possono fare realmente animazione missionaria.
 
Insieme si cercherà di scoprire sempre meglio la dimensione missionaria della Bibbia per viverla nella propria vita.
In ogni sua riunione il gruppo riserva uno spazio per l'ascolto della Parola e la riflessione comune. Il gruppo si mette anche all'ascolto di qualche pensiero del Papa e dei Vescovi sulla missione e delle lettere dei missionari
Pregare perché il Regno venga
 
Il Gruppo Missionario partecipa alle esperienze di preghiera proposte dalla comunità parrocchiale.
 
Ha però anche momenti propri di preghiera, soprattutto nelle riunioni del gruppo, dove viene sviluppata la dimensione missionaria: si prega per tutti i popoli della terra, per i missionari, per la chiesa universale.
 
La preghiera "venga il tuo regno" è parte integrante della missione. Un incontro non dovrebbe mai cominciare e / o concludersi senza questa preghiera, anche per affidare al Padre i missionari, i Paesi e le Chiese di tutto il mondo, con i loro problemi e le loro speranze.
 
Vivere l'Eucaristia e i sacramenti
 
Ogni parrocchia trova nell'Eucaristia (banchetto del regno) e nei sacramenti (segno del regno) la "vita piena ed abbondante" del Signore risorto che costruisce il Regno di Dio.
 
Il Gruppo missionario vive l'apertura universale dell'Eucaristia e dei sacramenti: ogni Messa è sempre per il mondo intero e ogni sacramento è forza per costruire il Regno.
 
Calare la fede dentro la storia
 
Ogni comunità cristiana deve portare il Vangelo tra la gente del suo territorio: dovrà conoscere bene questa gente ed i suoi problemi. Ma deve anche preoccuparsi che il Vangelo arrivi a tutti i popoli della terra, e dovrà pertanto conoscere anche questi popoli e i loro problemi. Si informerà quindi e poi cercherà di far conoscere alla parrocchia i problemi dei popoli e dei poveri, le cause di tante situazioni ingiuste, la situazione dei cristiani nel mondo, la vita delle giovani chiese.
 
 
 
Accanto al tempo necessario per programmare le attività, il Gruppo Missionario sentirà importante dedicare del tempo all' approfondimento di un problema particolare, con l'aiuto di qualche sussidio o di un audiovisivo.
 
 
 
Senza una seria formazione l'attività missionaria gira a vuoto.
 
Il cuore di questa formazione è l'ascolto della Parola di Dio. Il tempo dedicato all'ascolto, alla preghiera, alla riflessione e alla lettura non è tempo rubato alla missione.
 
È dare radici profonde alla nostra testimonianza missionaria.
 
 
 
Confrontiamoci con queste affermazioni di Giovanni Paolo II
 
1. "Una Chiesa chiusa in se stessa, senza apertura missionaria è una Chiesa incompleta e malata, la fede in un cristiano è sempre destinata a crescere e ad aprirsi alla missione‚ "nessuna comunità cristiana è fedele al proprio compito, se non è missionaria: o è comunità missionaria, o non è nemmeno comunità cristiana, non essendo queste che due dimensioni della stessa realtà, quale è definita dal Battesimo e dagli altri Sacramenti" (Giovanni Paolo II, Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale, 19 maggio 1991).
 
2. "La formazione missionaria è opera della chiesa locale con l'aiuto dei missionari e dei loro istituti, nonché del personale delle giovani chiese. Questo lavoro deve essere inteso non come marginale, ma come centrale nella vita cristiana… Le chiese locali, quindi, inseriscano l'animazione missionaria come elemento-cardine della loro pastorale ordinaria nelle parrocchie, nelle associazioni e nei gruppi, specie quelli giovanili… Le attività di animazione vanno sempre orientate ai loro specifici fini: informare e formare il popolo di Dio alla missione universale della chiesa, far nascere vocazioni ad gentes, suscitare cooperazione all'evangelizzazione. Non si può, infatti, dare un'immagine riduttiva dell'attività missionaria, come se fosse principalmente aiuto ai poveri, contributo alla liberazione degli oppressi, promozione allo sviluppo, difesa dei diritti umani. La chiesa missionaria è impegnata anche su questi fronti, ma il suo compito primario è un altro: i poveri hanno fame di Dio, e non solo di pane e di libertà, e l'attività missionaria prima di tutto deve testimoniare e annunziare la salvezza di Cristo, fondando le chiese locali, che sono poi strumenti di liberazione in tutti i sensi" (Redemptoris missio, 83). 
 
L'azione
 
 
 
Il Gruppo missionario aiuta anzitutto i propri membri ad avere uno stile di vita personale evangelicamente missionario: accoglienza verso tutti, apertura universale, dialogo perseverante, servizio agli ultimi, sobrietà,  rispetto della giustizia, serietà professionale, impegno civile.
 
 
 
L'azione missionaria "ordinaria" consiste poi nell'introdurre un vero spirito missionario nella vita quotidiana della propria parrocchia: catechesi, liturgia, testimonianza della carità, gruppi familiari, associazioni, movimenti...
 
È importante perciò che il Gruppo Missionario sappia lavorare "in dialogo" con tutte le altre forze vive della comunità.
 
 
 
L'azione missionaria "straordinaria" consiste nel proporre e sostenere particolari attività a carattere "missionario" quali: Veglie, Giornate, mostre, commercio solidale, campi di lavoro, incontri con i missionari ecc..
 
Tutte queste iniziative rischiano però di non lasciare traccia se non mirano a incidere sulla vita ordinaria della parrocchia.
 
 
 
Perciò il Gruppo Missionario agisce sempre in piena comunione con la comunità parrocchiale, soprattutto attraverso la persona del parroco e attraverso il Consiglio Pastorale parrocchiale, con il quale può predisporre itinerari atti ad arricchire di sapore e di spirito missionario la pastorale ordinaria.
 
Eventuali difficoltà dovranno essere serenamente affrontate, ricordando che senza comunione la missione non può essere credibile
 
 
 
Per un'azione missionaria efficace sono utili la collaborazione tra le parrocchie del Vicariato e i frequenti contatti con altri Gruppi Missionari. Il Centro Missionario diocesano è a servizio di questo coordinamento.
 
Il Centro Missionario Diocesano aiuta i Gruppi Missionari ad essere e a sentirsi parte attiva della chiesa locale che, unita intorno al Vescovo, è la vera fonte della vita missionaria. Il Centro Missionario diocesano, con l'aiuto di missionari, volontari e giovani, si rende disponibile alla preparazione di incontri, testimonianze, serate di animazione missionaria.
 
 
 
Il Gruppo Missionario sperimenta la sua "capacità missionaria" anche collaborando nel dialogo con tutte quelle persone, anche non credenti, che sono sensibili e si impegnano sui problemi della giustizia, della pace, della salvaguardia del creato:  in una completa visione evangelica sono tutti problemi "missionari".
 
Nel dialogo e non nella separazione si dovrà rafforzare la propria identità ecclesiale.
 
 
 
 
 
Come far crescere un gruppo missionario
 
- Perseverare nelle riunioni ben preparate
 
- Creare nel gruppo un clima di amicizia e fiducia reciproca, in cui ognuno si senta responsabile e prezioso. Per questo è indispensabile una presenza non saltuaria, ma continua, puntuale e attiva.
 
- Collegarsi con gli altri gruppi del Vicariato e con il Centro Missionario Diocesano per uno scambio di esperienze, di informazioni, di strumenti di lavoro e per organizzare qualche attività in comune.
 
- Tenere rapporti regolari e vivi col Consiglio Pastorale Parrocchiale e con gli altri gruppi e associazioni della parrocchia, e collaborare nelle iniziative promosse da tutta la comunità.
 
- Sollecitare discretamente quanti si occupano della liturgia, della catechesi e della carità a metterne in evidenza la dimensione missionaria, già ben presente nell'Eucaristia, nei Sacramenti, nei catechismi e nella carità.
 
- Mantenere regolare corrispondenza con i missionari della parrocchia o con altri missionari, trovando poi il modo più adatto per coinvolgere nell'informazione tutta la comunità.
 
- Informarsi attraverso le riviste missionarie sulla vita delle giovani Chiese  e sulla situazione culturale, sociale e politica dei loro popoli, e far circolare le informazioni in parrocchia.
 
 
 
3. Proposte Missionarie alla Parrocchia
 
 
 
 
 
Nella vita ordinaria
 
 
 
Liturgia: farne emergere il respiro universale, sempre presente nell'Eucaristia e nei Sacramenti, unendola alle vicende attuali della missione (la vita delle giovani chiese, i Sinodi, i grandi momenti del dialogo interreligioso e dell'ecumenismo, la sofferenza dei popoli, il martirio…).
 
Catechesi: far emergere dai Catechismi la dimensione missionaria del Vangelo di Gesù (costruzione del Regno, invio in missione, dono dello Spirito…) e favorire l'incontro dei ragazzi, dei giovani, degli adulti con i missionari.
 
Carità: non ridurre l'orizzonte della carità ai vicini, ma allargarlo ai lontani, anch'essi nostri fratelli.
Far comprendere che annunciare loro il Vangelo è gesto di amore grande.
Se in parrocchia ci sono il gruppo liturgico, il gruppo dei catechisti e la Caritas parrocchiale, è utile che il gruppo missionario faccia qualche incontro-scambio con loro, o che ci sia comunque qualche incontro sul tema della missione universale della Chiesa.
In dialogo con i missionari
 
La parrocchia che ha dato il battesimo a qualche missionario deve mantenere con lui un contatto epistolare (alcune lettere meritano di essere conosciute dalla comunità intera!). È un dialogo che può aiutare molto la comunità ad aprirsi su orizzonti universali.
Tutti i missionari ricevono "Chiesa Viva", ma molti missionari gradirebbero ricevere "La Voce dei Berici" (settimanale della diocesi): la parrocchia potrebbe farsi carico dell'abbonamento, anche attingendo alle offerte per le missioni. Se una parrocchia non ha la fortuna di avere dei missionari, può sempre stabilire un dialogo (corrispondenza, visite, aiuti…) con altri missionari della diocesi, in particolare con i "fidei donum", i sacerdoti diocesani in missione.
Giovani e missione
 
Il mondo giovanile è spontaneamente aperto ad orizzonti universali. A loro si possono offrire incontri con i missionari (anche laici e giovani) ed esperienze missionarie (corsi, esercizi spirituali, campi di lavoro, esperienze in missione…) Si può e si deve proporre la vocazione missionaria per tutta la vita.
 
Malati e missione
 
C'è un mistero nascosto nella preghiera per i missionari (come chiedevano Gesù e San Paolo!) e nell'offerta per loro a Dio della sofferenza. I malati delle nostre comunità vanno incoraggiati a diventare anch'essi missionari, attraverso la preghiera e l'offerta delle loro sofferenze. Teresa di Lisieux continua ad essere una grande maestra di spiritualità missionaria.
 
Denaro e missione
 
È un punto importante e delicato. Se - come dice il papa - in alcuni luoghi crescono le offerte e calano le vocazioni missionarie, vuol dire che qualcosa non funziona.
L'offerta in denaro può far credere di aver fatto abbastanza per la missione e così, lentamente, può morire lo spirito missionario.
Le necessità materiali ed economiche delle missioni sono molte. Ma chi offre denaro deve rivedere il proprio stile personale di vita rendendolo più sobrio ed essenziale. Deve inoltre sentirsi impegnato a fare la sua parte perché la nostra società diventi più giusta e solidale con i poveri della terra…
Il denaro offerto alle missioni deve essere segno di una vita che desidera cambiare, di una mente e di un cuore capaci di "abbracciare il mondo".
  

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