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La prima attestazione della chiesa di San Zeno di Vigasio è del 1004 quando “Domnica honesta femina filia quondam Gezoni” dona al monastero di San Zeno dei terreni in Vigasio, lasciandone l’usufrutto a “Iohannes presbiter de ecclesia Sancti Zenoni sita in vico  Aderis”. Alla metà del secolo successivo la chiesa di San Zeno, ora detta pieve, viene confermata da Papa Eugenio III al vescovo Tebaldo. Tra il XII e il XIII secolo risulta amministrata da una collegialità di chierici, organizzati gerarchicamente (preti, chierici e diaconi), conducenti vita comune e dotati di propri beni. L’edificio della pieve di San Zeno è anche al centro della vita civile di Vigasio: al suo interno di riunisce generalmente il Consiglio e sotto il suo portico si riunisce la “Vicinia”, la riunione dei capifamiglia dove vengono rese pubbliche le decisioni, emanati gli statuti e dove prestano giuramento i diversi ufficiali del Comune.

La bella coppa di marmo, di linea rinascimentale, che funge da battistero della nuova parrocchiale, proviene dalla chiesa quattrocentesca , per la quale era stato eseguito nel 1473, essendo Papa Sisto IV, imperatore Federico III e arciprete di Vigasio Bonaventura da Pescantina (così recita l’iscrizione in caratteri lapidari romani della fascia che sottostà alla cornice del lavello). Poco dopo la realizzazione del suddetto fonte battesimale erano stati deliberati  ulteriori lavori di ampliamento della nuova pieve, probabilmente costruita agli inizi del Quattrocento all’interno del paese, in sostituzione di quella più antica sorta “in castro sive bastia”, ancora esistente ma ormai diroccata.

E’ il vescovo Luigi Lippomano che nell’ottobre del 1553 si reca in visita a Vigasio. L’organizzazione della pieve di San Zenone si è fatta più complessa e articolata: e’ retta da un arciprete, l’arcidiacono Giovanni Carlo da Lisca, che non risiede sul posto ed ha affidato la cura delle anime al cappellano don Giovanni Cremaschi. Le due visite del vescovo Agostino Valier avvenute nel 1568 e 1581 ci presentano una parrocchia in sintonia con gli indirizzi postridentini: l’arciprete rispetta l’obbligo della residenza, attende agli infermi, predica al popolo, insegna la dottrina cristiana. Numerosi sono gli altari della pieve, tre le Confraternite: quella della Beata Vergine, quella del Corpo di Cristo e quella della Santa Carità; oltre ad avere scopo devozionale svolgono attività di mutuo ipotecario.

Sotto la giurisdizione della pieve troviamo alcune chiese: le cappellanie curate di San Pietro a Isolalta e di San Martino di Azzano e gli oratori dell’ospedale di San Giacomo, di San Michele dei nobili Sega, dei Giusti alla Zambonina, di Santa Toscana ai Ciringhelli.

Tra la relazione del vescovo Agostino Valier nel 1595 e le visite di Sebastiano Pisani nel 1654 e nel 1662, l’assetto interno della chiesa di San Zenone risulta aver subito grandi mutamenti: è registrata la presenza di un organo, dei confessionali e di un Cocifisso; nel 1672 il battistero è inserito in una “capellula” ottenuta sfondando il muro dal lato del cimitero.

Il 25 aprile 1761 diviene arciprete della chiesa Germano Benoni: la chiesa possiede 48 campi di terra e ha un capitale di 225 ducati, col ricavato dei quali si fanno celebrare 40 messe feriali; si conservano la reliquia della Santissima Croce  e quella di Santa Chiara. Nove sono i sacerdoti che officiano nella parrocchia e 1700 le anime in età da comunione. Quattro le compagnie laicali presenti: la compagnia del Corpus Domini o del Crocifisso, quella della Beata Vergine del Rilievo, quella del Santissimo Rosario e quella di Sant’Antonio abate o della Carità. Sotto la giurisdizione di Vigasio permangono la chiesa curata di San Martino e quella di Isolalta; Anche in Vigasio non mancano i luoghi di culto sussidiari alla pieve di San Zeno. La maggiore fioritura si ha tra fine Seicento e inizi Settecento quando le corti rurali più periferiche vogliono dotarsi di un proprio oratorio con la possibilità di farvi celebrare la messa domenicale. Purtroppo molti di essi non esistono più o si trovano in uno stato di abbandono. Alla visita pastorale del vescovo Morosini (1761) vi erano in Vigasio i seguenti oratori:

 di San Michele dei Portalupi

delle Stimmate dell’omonima confraternita

 della Trinità a Vo di Rua dei Franco

della Beata Vergine in Campagnamagra della Comunità

dfella Madonna del Rosario alla Zambonina dei Giusti

di Sant’Agata a Vaccaldo dei Libera

di San Giuseppe a Brigafatta dei Giuliari

di Santa Toscana ai Ciringhelli dei Pindemonte

Altri due oratori saranno costruiti negli anni trenta dell’Ottocento: quello della Beata Vergine delle Grazie a pianta ottagonale in località Nadalina e quello dei confratelli del Santissimo Sacramento a fianco della chiesa parrocchiale

L’antica pieve di San Zenone “nelle angustie degli anni 1848-49 rifatta e ingrandita”, come ricorda l’iscrizione sull’architrave della porta d’ingresso, fu addirittura capovolta rispetto al primitivo orientamento.Nel 1906 fu sostituito il pavimento in cotto con uno in granulato, nel 1927 fu acquistato l’organo dei Farinati,  nel 1929 il rifacimento della zona absidale, nel 1939 furono realizzati da Giuseppe Resi l’affresco del Buon Pastore nel catino absidale e i due tondi del soffitto con L’Assunta e San Zeno in gloria.

Grazie alla donazione di alcuni terreni da parte della signora Francesca Fezzi Navaro, nel 1966 veniva posta la prima pietra della moderna parrocchiale, progettata dall’architetto Gelindo Giacomelli e inaugurata dal vescovo Giuseppe Carraro il 17 novembre 1968.

Dal vecchio edificio furono trasportati nella nuova sede l’altare maggiore settecentesco, privato della balaustra e ricomposto nella cappella sottostante l’abside, il fonte battesimale e le sculture lignee provenienti dalla pieve quattrocentesca, le campane, ricollocate nell’attuale torre campanaria, e l’organo del Farinati, riveduto e dotato di una nuova consolle.

A queste preziose testimonianze del passato si aggiungono la Pietà di Zeno Dionise e la pala con i santi Pietro martire, Eurosia e Francesco di Assisi, entrambe sistemate ai lati del moderno altare maggiore.

ARCIPRETI DI VIGASIO

Antonio 1427-1443

De Gallis Antonio 1448

Bartolomeo 1464

Bonaventurino da Pesacantina 1473- 1485

Da Lisca Bernardino 1507- 1529

Da Lisca Bandino 1530

Da Lisca Bernardino 1532-1541

Da Lisca G.Carlo 1553-1568

Barbarigo Gaspare 1569

Maffei G.Battista 1571-1573

Pilunno Filippo 1573-1575

Padovani Bernardino 1576-1581

Scacheto Paolo 1581-1586

Agnusdei Pietro 1586-1612

Roviti Francesco 1612-1651

Brusati Francesco 1651-1675

Astolfi Francesco 1675-1680

Mirandola Vincenzo 1680-1714

Zanini Pietro 1714-1720

Peretti Pietro 1720-1727

Tartarotti Gerolamo 1727-1745

Rutilio Bartolomeo 1745-1749

Corradini Giovanni 1750-1759

Sancassani Giuseppe 1759-1761

Benoni Gerolamo 1761-1776

Vivaldi Luigi 1777-1781

Benaglia Francesco 1781-1795

Marini Gerolamo 1795-1797

Poletti Antonio 1798-1837

Allegri Giulio 1837-1846

Borgia Matteo 1846-1881

Berti G.Battista 1881-1907

Massaggia Gedeone 1907-1959

Piazzi Alberto 1959-1963

Baietta Egidio 1963-1973

Sandri Giuseppe 1973 - 1977

Bertagnoli Luigi 1977-1999

Morandini Giovanni 1999-2006

Prati Giorgio-Turella Roberto 2006-2015

Crescente Marco-Mori Cristiano 2015-

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